Caffè e tecnologia

Caffè e tecnologia

Quanta tecnologia c’è dentro una semplice tazzina di caffè?

Quanta ricerca e innovazione si nascondono dietro i semplici gesti con cui ogni giorno prepariamo il nostro espresso? Dalla moka alle cialde, la storia del caffè è costellata da continue innovazioni, piccole e grandi invenzioni, che decennio dopo decennio, hanno cercato di rendere l’appuntamento quotidiano con il caffè sempre più semplice, veloce e piacevole.

La prima grande rivoluzione tecnologica arriva nel 1884 con l’invenzione – tutta italiana – della macchina dell’espresso. L’imprenditore e ingegnere torinese Angelo Moriondo, proprietario di un Grand Hotel e di uno dei più importanti bar cittadini, era alla ricerca di un modo per servire più velocemente il caffè ai suoi clienti. Bisogna infatti tenere conto che nell’800 le tecniche principali per la preparazione del caffè erano l’infusione e la percolazione, ovvero la sua estrazione tramite un filtro; le due tecniche risultavano entrambe molto lente e farraginose, difficilmente compatibili con le esigenze dei proprietari dei bar. L’estro geniale di Moriondo lo porta a progettare e realizzare – in occasione dell’Esposizione Generale Italiana, a Torino – la prima macchina per il caffè espresso, alta circa un metro e composta da una grande caldaia, capace di tenere 150 litri d’acqua riscaldabili con delle piccole fiammelle alimentate a gas. Il vapore dell’acqua portata a ebollizione arrivava poi velocemente al filtro, dotato di un rivoluzionario sistema di aggancio e sgancio rapido che permetteva di preparare una tazzina di espresso in meno di un minuto; una tempistica davvero incredibile per l’epoca!

L’invenzione di Moriondo fu poi perfezionata pochi anni dopo e prodotta in serie nel 1905 da Desiderio Pavoni. La “macchina del caffè” è rimasta sostanzialmente invariata fino ai giorni nostri, salvo per un’altra piccola ma gustosissima invenzione: nel 1947 l’industriale Achille Gaggia sostituì la pressione del vapore con quella dell’acqua, rendendo così il caffè espresso meno amaro (grazie alla temperatura di estrazione più bassa) e soprattutto più cremoso, proprio come lo conosciamo oggi!

E nelle case? La prima storica caffettiera è la “napoletana” o “cuccumella”, inventata in Francia nel 1819, che usava la tecnica della percolazione per estrarre il caffè: la caffettiera conteneva due serbatoi, per l’acqua e per il caffè. L’acqua veniva portata a ebollizione e poi fatta passare attraverso il serbatoio del caffè capovolgendo la caffettiera: l’acqua bollente passava così attraverso il caffè macinato, veniva filtrata per evitare residui e finiva poi nella tazzina. La rivoluzione dell’espresso casalingo arriva nel 1933 dal genio del designer italiano Alfonso Bialetti che ispirato dalla “lavatrice” a vapore in voga in quegli anni inventa la Moka che tutti conosciamo. La praticità e la bellezza della nuova caffettiera e il gusto caratteristico che dona al caffè in poco tempo conquistano gli italiani (e non solo): ad oggi la moka è stata prodotta in più di 105 milioni di esemplari ed è esposta al MoMA di New York come esempio della bellezza del disegno industriale italiano.

 

Moka

foto: l_cwojdzinski da Pixabay

E oggi? Quali sono le nuove sfide della tecnologia nel mondo del caffè?

Nell’ultimo decennio abbiamo visto macchine per il caffè sempre più piccole invadere le case di milioni di italiani; ora la ricerca è concentrata sulla riduzione dell’impatto ecologico dell’espresso, investendo su nuovi materiali meno inquinanti per capsule e confezioni.

E se questa sfida non vi sembra abbastanza eccitante, allora tenete d’occhio l’idea – tra il genio e la follia– di alcuni giovani imprenditori italiani, che nei prossimi mesi lanceranno sul mercato la prima cover per smartphone che fa il caffè!

Sta arrivando la rivoluzione?

 

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