“Emozioni e caffè: il coraggio di essere felici”

“Emozioni e caffè: il coraggio di essere felici”

Sembra davvero azzardato in un periodo come questo, affrontare un tema “leggero” come quello della Felicità.

Ma come? Con tutti i problemi che abbiamo, i pericoli cui siamo esposti, le restrizioni che limitano la nostra vita ormai da mesi, qualcuno ha anche il coraggio di parlare di felicità?

Ebbene sì, parliamo di felicità!

Va innanzi tutto chiarito che questo è un argomento tutt’altro che leggero, perché quando si parla di emozioni non va mai sottovalutata l’importanza del discorso. In particolare, poi, il tema della felicità riguarda da vicino ciascuno di noi: anche tra mille difficoltà, forse quando meno se lo aspettava, grazie a chi non avrebbe mai pensato…non c’è persona al mondo che per un istante della sua vita non sia stata felice!

Vanno però, come sempre, chiariti alcuni punti e sfatati i soliti luoghi comuni.

Quando sentite dire: non chiedo di essere felice, ma almeno un po’ di serenità…, vi trovate davanti al più grande fraintendimento. Spesso, infatti, si ignora il vero significato di questi due termini.

Differenza tra serenità e felicità

La felicità è un’emozione, una reazione improvvisa e temporanea a uno stimolo esterno, destinata a esaurirsi in breve tempo. La serenità, al contrario, è uno stato d’animo, ovvero una condizione più duratura che ci parla di un livello più profondo. Non risente dell’influenza di fatti o persone, ma è il frutto di un percorso interiore basato sulla conoscenza di noi, sulla consapevolezza, sull’autenticità e sull’amore per sé e, proprio per questo, viene considerata una componente rilevante per il nostro benessere emotivo.

Capite dunque, quanto complesso e strutturato possa essere il percorso che ci fa giungere alla serenità e quanto, invece, sia immediato e improvviso quello per la felicità. Eppure, cosa accade?

Tutti aneliamo ad essere felici ma, ritenendo sia difficilissimo riuscirci, ci “accontentiamo” di essere quantomeno sereni. Torna qui il vecchio assioma, sempre valido, che se non riusciamo a trovare le risposte, forse è perché le premesse sono sbagliate. Infatti: la felicità non è difficile da raggiungere, semplicemente perché non la si può raggiungere! Ci arriva, ci investe, ci sommerge, ci travolge e se ne va.  Il nostro compito non è cercarla, ma accoglierla. Riconoscerla e viverla intensamente, per quel breve attimo in cui ha deciso di farci compagnia. La possiamo trovare nelle piccole cose, anche tra le lacrime della disperazione, in un gesto inaspettato di qualcuno che ci abbraccia mentre piangiamo, o ci offre un cioccolatino in un momento di tristezza.

Non dobbiamo sentirci in colpa se improvvisamente viviamo un attimo di felicità, proprio quando la parte razionale di noi ci dice che non ci sarebbe niente per cui essere felici, o quando tutti intorno a noi sembrano non esserlo. La nostra Intelligenza Emotiva ci porta a conoscere, riconoscere e gestire ciò che proviamo, ma soprattutto a capire che ogni emozione ha un suo perché, una sua finalità ben precisa che spiega il perché la proviamo proprio in quel momento.

Non potremmo sopravvivere senza provare attimi di felicità e dipende da noi concederci questi piccoli spazi, tra un pensiero negativo e l’altro, fino ad aumentare la loro presenza nella nostra vita e progressivamente trasformare una sensazione passeggera in uno stato d’animo duraturo. Ad esempio, la felicità che si prova quando, nel bel mezzo di una noiosissima e faticosa riunione, qualcuno propone: “Pausa caffe’?”, la volete negare? Detto tra noi, quanto siamo felici davanti alla nostra bella tazzina, nei minuti di relax che ci concediamo, in un momento strategico della giornata? E allora forza, basta tentennamenti…troviamolo il coraggio di essere felici!

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