Emozioni e caffè: motivazione e autostima

Emozioni e caffè: motivazione e autostima

Nell’arco di una giornata, la pausa caffè è un momento imprescindibile. Non importa quanto lunga sia, l’importante è che il caffè vada bevuto subito, guai a lasciarlo raffreddare! Certo, questa affermazione non la trovate nei Dieci Comandamenti, ma è una regola dettata dall’esperienza dei bongustai e trova il suo fondamento in un principio esportabile anche al di fuori del mondo eno-gastronomico.

Di cosa stiamo parlando?

Della capacità di cogliere l’attimo, di vivere il qui e ora, di fare la cosa giusta al momento giusto, di non aspettare inutilmente una seconda occasione. Perché quando la vita ci pone davanti a un’opportunità, non è mai per caso e non è un caso che, spesso e volentieri, questa opportunità noi ce la lasciamo scappare, confidando in un suo ritorno che, purtroppo, raramente avviene. Ma anche qualora ritornasse, non avrebbe mai lo stesso sapore, esattamente come il caffè riscaldato, che ci lascia in bocca quel retrogusto amarognolo, così sgradevole. Il retrogusto di un’occasione sprecata, sta in tutta quella serie di ripensamenti che ci assalgono: “Perché non ho agito?” “Perché non ho capito?” “Perché non ho avuto il coraggio di…?”, “Perché non ho risposto subito?” “Perché ho aspettato troppo?”

I rimpianti sono qualcosa che tutti abbiamo provato e sappiamo quindi quanto possano essere dolorosi e difficili da superare, ma al contempo quanto siano del tutto inutili. Pensare a ciò che avrebbe potuto essere, a quello che avremmo potuto fare, ha senso solo perché va a costruire la nostra esperienza, ma è l’uso che di questa esperienza facciamo, da quel momento in poi, che può fare la differenza. Ciò che ci porta a compiere un’azione, a prendere delle decisioni, a operare scelte e cambiamenti, è la motivazione ad agire e questa sarà tanto più forte, quanto più radicata sarà la consapevolezza che abbiamo di noi stessi, ovvero la conoscenza delle risorse che possediamo, per ottenere dalla nostra azione il risultato che ci aspettiamo. Come sottolineo ogni qual volta ho occasione di spiegare a cosa serve la nostra Intelligenza Emotiva e come usarla, per ottenere benessere ed equilibrio interiore, la leva motivazionale che ci porta a relazionarci in modo adeguato, con noi stessi e con gli altri, è l’autostima che possediamo, intendendo per autostima non una visione entusiastica ed irreale di noi stessi, ma semplicemente una auto-valutazione corretta ed oggettiva. Conoscenza di limiti e di punti di forza, accoglienza di entrambi, capacità di riduzione dei primi e di potenziamento dei secondi, è ciò che ci rende pienamente capaci di autodeterminarci, di superare le incertezze che legittimamente proviamo, di risolvere in tempo utile i dubbi che ci assalgono, di crearci un’opinione senza necessariamente giungere alla formulazione di un giudizio, di raggiungere insomma una buona considerazione di noi stessi e una realistica fiducia nelle nostre capacità. Quando, al contrario, rimaniamo intrappolati nel limbo dell’indecisione, riteniamo non sia mai proprio quello il momento giusto per fare una determinata cosa o prendere proprio quella decisione, ci troviamo in presenza del più sonoro campanello d’allarme che la nostra parte emotiva ci sta facendo suonare: il bisogno di credere di più in noi stessi, che si manifesta con quella voglia di cambiamento che sembra non arrivare mai e, per assurdo, più lo desideriamo, più si allontana.

Non ci resta allora che alzarci ed agire, andandoci a riprendere con forza quello che ci appartiene: la nostra vita. E facciamo in fretta…altrimenti il caffè si raffredda!

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