Estrarre il caffè: un viaggio nella storia

Estrarre il caffè: un viaggio nella storia

Per la riuscita di un ottimo caffè non bastano la qualità della materia prima, l’attenzione nella raccolta, nella selezione e nella tostatura, servono anche delle macchine all’altezza… e i nostri avi lo sapevano bene.

Già nell’antichità, infatti, sono stati costruiti ed ideati i primi “oggetti-strumento” per estrarre al meglio la bevanda, che sono stati collezionati con cura e passione in più di 80 anni di attività della nostra azienda e poi esposti all’interno di Esposizione Caffè Milani, lo spazio museale di Caffè Milani.

Naturalmente per approfondire il tema delle macchine da caffè non possiamo che iniziare menzionando l’area geografica del Mar Rosso dove il caffè ha visto la luce. Qui in un primissimo momento per preparare la bevanda ci si serviva dell’intera ciliegia, raccolta dalla pianta e pestata, poi si sperimentò l’utilizzo dei chicchi verdi contenuti all’interno della bacca ed infine si scoprì la tostatura dei grani, abbrustoliti attraverso padelle e tostini rudimentali. Il passo successivo fu il processo di macinatura che consisteva nel ridurre in finissima polvere i grani tostati servendosi di un mortaio. 

Dopo il successo di queste sperimentazioni i primi caffè venivano preparati attraverso la tecnica della bollitura secondo la quale la materia prima, dopo essere stata ridotta in polvere, veniva posta direttamente all’interno della caffettiera insieme all’acqua fredda e poi messa sul fuoco fino a che il decotto non giungeva ad ebollizione, producendo abbondante schiuma di caffè. A questo punto il bricco veniva tolto dalla fiamma, si versava un cucchiaio di acqua fredda per far sì che i fondi si potessero depositare alla base ed infine si dolcificava e aromatizzava il caffè unendo miele e spezie varie. Dopo qualche minuto di riposo si versava in tazza il liquido, prestando molta attenzione poiché il  flusso doveva essere sottile e continuo per non smuovere i fondi. Questo metodo di estrazione fu una vittoria e la bevanda che si otteneva un vero portento! 

Per questo furono molteplici i recipienti fabbricati per preparare la nera ed esotica bevanda: dalle “caffettiere” in terracotta a quelle costruite in rame, fino a quelle realizzate in ottone finemente cesellate e decorate, con forme a tronco di cono, a bulbo o ad anfora. Dalla Turchia alla Siria, dalla Tunisia al Marocco il caffè si preparava utilizzando “Cezve”, “Ibrik” e “Dellel”.

Proprio con “Cezve” prende il via il nostro tour all’interno di Esposizione Caffè Milani. Questo attrezzo ha una forma troncoconica molto semplice ed è munita di un lungo manico (spesso ripiegabile al fine di essere comodo per le tribù nomadi durante il trasporto) che consentiva di manovrare la caffettiera senza bruciarsi le mani e termina con un beccuccio stretto per agevolare la mescita del caffè nelle tazze. 

Concludiamo, solo per oggi, questo racconto presentandovi un’altra indiscussa protagonista di quest’epoca: Della. Questo è uno strumento simile ad un bollitore ed è rigonfio in basso, con fondo piatto, strozzato al centro e nuovamente rigonfio alla bocca.

Con questo prologo sulla storia delle macchine da caffè vi diamo appuntamento in Esposizione Caffè Milani per un viaggio completo ed affascinante all’interno del meraviglioso mondo del caffè. 

Il team Caffè Milani 

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