Il caffè sospeso, la tradizione che profuma di buono

Il caffè sospeso, la tradizione che profuma di buono

La tradizione del caffè sospeso da Napoli al resto del mondo

Il caffè è uno dei simboli della nostra cultura e ha radici lontane nel tempo. All’inizio era una bevanda per ricchi e intellettuali, poi, è diventata una delle più amate da gran parte della popolazione.  Una delle città che ne ha fatto una vera tradizione è Napoli, dove si racconta che, nell’800, ci fossero i caffettieri ambulanti che giravano per le strade della città ad offrire “‘na tazzulella ‘e cafè.” Ed è proprio Napoli, la città natale del caffè sospeso.

caffe sospeso napoli

Erano gli anni dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando chi prendeva un caffè al bar era solito pagarne due tazze, una per sé e una per chi sarebbe venuto dopo e non poteva pagarlo. Quel caffè offerto ad uno sconosciuto divenne simbolo di solidarietà verso chi aveva bisogno, il gesto di un’umanità aperta e di aiuto per il prossimo.

Questa tradizione resistette nel tempo e si diffuse in tutto il mondo.

“O cafè suspiso” raccontato dagli scrittori

Luciano De Crescenzo nel 2008 ha scritto un libro dedicato a questa tradizione. Ecco un breve estratto tratto da “Il caffè sospeso. Saggezza quotidiana in piccoli sorsi”: “A Napoli, una volta, c’era una bella abitudine: quando una persona stava su di giri e prendeva un caffè al bar, invece di uno ne pagava due. Il secondo lo riservava al cliente che veniva subito dopo. Detto con altre parole, era un caffè offerto all’umanità. Poi, di tanto in tanto, c’era qualcuno che si affacciava alla porta del bar e chiedeva se c’era un “sospeso”.Tutto questo era dovuto al fatto che erano più i clienti poveri che quelli ricchi. Oggi purtroppo non solo non esiste più chi paga un “sospeso” ma nemmeno chi è disposto ad accettarlo. Un giorno ho conosciuto un brav’uomo, bisognoso di fare amicizie, che di “sospesine pagava addirittura cinque”.

Secondo Riccardo Pazzaglia, giornalista e attore di origini napoletane, il caffè sospeso ha avuto origine dalle discussioni che nascevano nei bar, quando un gruppo di amici o conoscenti doveva decidere chi avrebbe pagato il conto. Spesso capitava che venisse pagato un caffè in più e che questo venisse regalato a chi sarebbe arrivato dopo.

Il caffè sospeso in Italia e nel mondo

Nel 2010 è nata la Rete del caffè sospeso, un progetto ispirato dalla tradizione e sostenuto da molte associazioni culturali. Non solo, nel 2012 è nata una Onlus che promuove progetti solidali, a cui si può dare il proprio sostegno, pagando quel caffè sospeso attraverso il web.

Di questa usanza se ne parla anche oltre confine. Infatti, il caffè sospeso è arrivato in Argentina, Irlanda, Canada, Spagna, Belgio, Francia e Bulgaria, dove diversi locali hanno potuto sperimentare quanto un semplice gesto profumi di buono.

Intanto, sono in costante aumento i bar, in molte città italiane, dove si può prendere un buon caffè al volo o gustarlo in compagnia e pagarne uno in più per chi verrà dopo. Non solo, l’usanza napoletana ha ispirato la nascita di iniziative come il gelato sospeso, il libro sospeso e altre ancora, rinnovando quella tradizione di solidarietà che fa tanto bene all’umanità.

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