Il caffè, una star del cinema

Il caffè, una star del cinema

Espresso, lungo, americano, ristretto: qualsiasi preparazione si preferisca, il caffè si è guadagnato un ruolo da protagonista anche nella settima arte: il cinema.  Dai western ai thriller, dai film d’autore alla commedia all’italiana.

Caffè e cinema vantano un rapporto solido e duraturo. Chi ama questo binomio sa che i due mondi si sono spesso incontrati. Il caffè è un rituale che si pratica anche più di una volta al giorno, esattamente come accade in tantissimi film. Da una parte ci sono gli attori che lo amano sia sul grande schermo che nella realtà, dall’altra i cineasti.

Caffè vuol dire anche fermarsi, vissuto come momento di riflessione per eccellenza. La vera star del quotidiano che scandisce il tempo nella vita di tutti noi.

Prima di citare alcune scene memorabili in cui il caffè ha fatto da protagonista nel cinema, è doveroso distinguere fra la versione americana e quella italiana dell’accoppiata cinema+caffè. Nelle pellicole hollywoodiane bere il caffè appartiene al regno della normalità, senza alcuna ritualità a cui noi italiani siamo abituati. Infatti, non è quasi mai presente alcuna caffettiera o quella gestualità artistica nella sua preparazione a corredare la scena. Troviamo, altresì, caraffe fumanti di caffè americano nel tipico diner, quello che quando ti siedi nei locali, ti viene servito senza che tu chieda nulla e in quantità infinite.

In Italia, invece, il caffè è parte integrante della nostra cultura: è convivialità, è casa, e di conseguenza, il cinema italiano non poteva che essere lo specchio che riflette questo amore incondizionato.

Dopo le dovute premesse, ecco alcune pellicole in cui il caffè è riuscito a catalizzare l’attenzione e a caratterizzare non solo il personaggio, ma anche la scena.

Il caffè nel cinema italiano

Nei primi anni 60, il regista Pietro Germi utilizza il caffè in alcune scene del suo “Divorzio all’italiana” (1961), nel quale racconta l’infelice matrimonio del barone Fefè Cefalù (Marcello Mastroianni). Invaghito della giovanissima cugina, il nobile siciliano cerca il modo migliore per liberarsi della moglie, che invece lo ama e gli riserva tante attenzioni, come portargli il caffè al mattino.

Un altro esempio risale al 1980 quando il regista Nanni Loy dirige “Café Express” con un grande Nino Manfredi, nei panni di un uomo che gira i treni intercity di carrozza in carrozza, portando con sé un thermos di caffè, che vende abusivamente ai viaggiatori.

Nel 1991 il “lato oscuro” del caffè fa la sua comparsa in “Pensavo fosse amore… invece era un calesse” (regia di Massimo Troisi, 1991): la classica vicenda di un amore non corrisposto trova nella famosa bevanda un alleato tanto valido quanto letale. Così Troisi, protagonista del film, rischia di essere avvelenato con un caffè al veleno per topi, offerto dalla giovane sorella del suo più caro amico, innamorata di lui.

Tra i pochi film italiani a ricevere un Premio Oscar come Miglior film straniero, anche “Mediterraneo” (regia di Gabriele Salvatores, 1992) utilizza in una scena l’escamotage narrativo del caffè. Diego Abatantuono, nei panni del sergente Lorusso, mostra ai suoi commilitoni (rimasti intrappolati su una piccola isola greca, durante la Seconda Guerra Mondiale) come bere il caffè greco, dopo che un altro soldato si era lamentato di quanto la bevanda fosse diversa da quella italiana. Una scena semplice ma carica di significato, che mostra come Lorusso sia in forte connessione con l’isola, le sue tradizioni e i suoi abitanti, malgrado i suoi doveri di soldato.

Il caffè nel cinema internazionale

Anche il cinema internazionale ha visto il caffè e le caffetterie protagonisti indiscussi.

Come scordarsi l’inizio del film Colazione da Tiffany, in cui una splendida Audrey Hepburn scende dal taxi, nella cornice di una New York d’altri tempi, in cui sorseggia il suo caffè to-go e tiene in mano una brioche, con aria sognante di fronte alla vetrina di Tiffany… esiste colazione più romantica di questa?

In “C’era una volta in America” come dimenticarsi la sequenza cult dove Robert De Niro mescola il suo caffè per un interminabile minuto? Sergio Leone ci dipinge un uomo distrutto dal dolore per la partenza del suo grande amore. A rincuorarlo gli viene offerta una tazzina di caffè. Il silenzio è surreale, infranto solo dal rumore metallico del cucchiaino che gira nella ceramica della tazzina, come ponte emotivo tra i diversi personaggi della scena.

Questa è solo una piccolissima e personalissima selezione di film in cui il caffè ha la capacità di caratterizzare scene e personaggi, si potrebbe andare avanti all’infinito…

E voi avete altri  film che vi vengono alla mente?

1 Comment

  • macchine caffè Posted 16 Marzo 2021 11:39 pm

    Ottimo articolo, complimenti

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