Intervista a Mattia Milani

Intervista a Mattia Milani

Caffè Milani ha una lunga tradizione. La torrefazione di Lipomo, da ben tre generazioni, si occupa della produzione di caffè. Una passione che dura da più di 80 anni.

Oggi ho avuto il piacere di intervistare Mattia Milani, entrato recentemente nell’azienda familiare con l’energia e la grande positività di un giovane che vuole continuare con la stessa determinazione il lavoro del nonno e di suo padre, Pierluigi.

Mattia, con tua sorella Elisabetta, fai parte della terza generazione Milani. Dopo la tua laurea in Economia e Gestione Aziendale sei entrato anche tu in azienda. Vuoi spiegarci di cosa ti occupi e quale percorso professionale desideri sviluppare nei prossimi anni?

Sono entrato ufficialmente in azienda quasi un anno fa, anche se si potrebbe dire che io abbia iniziato ben prima, essendo cresciuto in una famiglia che ha dedicato molto tempo e risorse a questa realtà.

Il mio primo anno è stato una sorta di apprendistato per conoscere quanti più aspetti possibili della vita aziendale: dall’approvvigionamento di materia prima alla produzione, dalla vendita al servizio clienti. Mi è valso per comprendere al meglio dinamiche delle quali conoscevo solo passaggi teorici, ma non avevo mai avuto occasione di toccare con mano.

In futuro sarei interessato a incentrare le mie energie nella parte commerciale, perché mi piacerebbe riuscire a trasmettere al cliente anche solo una piccola parte della passione che permane l’azienda e le persone che lavorano al suo interno.

Da sinistra a destra: Mattia Milani, Pierluigi Milani e Elisabetta Milani

Dal tuo punto di vista di giovane imprenditore, come vedi lo sviluppo di questo settore?

Penso che nei prossimi mesi andremo incontro a un periodo di forte difficoltà economica, che coinvolgerà sia i consumatori finali sia i produttori. Due conseguenze possibili saranno la riduzione dei volumi e la scomparsa di alcune realtà che presentavano criticità finanziarie già prima dell’avvento della pandemia. Di contro, immagino che le torrefazioni tenteranno di differenziarsi dai concorrenti in maniera ancora più marcata, facendo ricorso a un miglioramento della qualità del prodotto e del servizio. Ciò garantirebbe l’esistenza di una serie di attività, quali caffetterie e bar, con un prodotto perfezionato, frutto di un elevato grado di specializzazione.

Le abitudini di consumo sono cambiate molto rapidamente, soprattutto negli ultimi mesi, come pensi che l’industria del caffè potrà affrontare questi cambiamenti?

La venuta del Coronavirus ha portato una repentina accelerazione per quanto riguarda le abitudini del consumatore, che sempre più ricorre all’uso di strumenti digitali per compiere azioni di vita quotidiana. L’e-commerce, fenomeno già in crescita negli ultimi anni in Italia, ha registrato aumenti esponenziali, segno di come il consumatore si sia adeguato al nuovo panorama. Occorrerà che le imprese del settore implementino tecniche di coinvolgimento sensoriale da parte del consumatore, al fine di garantire un’esperienza similare a quella che si vivrebbe in un negozio fisico.

Come si sta sviluppando la cultura sensoriale del mercato? C’è attenzione ai processi produttivi e alle caratteristiche organolettiche di questa bevanda?

Negli ultimi anni sta sempre più crescendo il desiderio da parte del consumatore di sperimentare una bevanda differente da quella a cui è abituato. Oltre a una continua ricerca ed evoluzione delle provenienze del caffè, il progresso maggiore riguarda le metodologie di estrazione. In Italia si è particolarmente affezionati al caffè espresso, ma accade sempre più di vederlo affiancato da nuove preparazioni, quali V60, French Press, Syphon, che permettono alla bevanda di essere idonea a svariati gusti personali in diversi momenti della giornata. Inoltre la filiera di produzione del caffè sta canalizzando attenzione su di sé: le persone desiderano conoscere i luoghi di origini e le tecniche di raccolta, fino a giungere al processo finale della tostatura.

Quali sono le linee di prodotto che sono state sviluppate o che pensate di sviluppare?

La tendenza nel mondo alimentare per i prossimi anni sarà la continua e progressiva evoluzione di prodotti biologici e il caffè non farà eccezione. Per noi torrefattori diventerà centrale offrire un prodotto che rispetti la definizione di sostenibilità ambientale, la quale dovrà essere estesa anche alla confezione. Stiamo lavorando per ottenere un packaging che agevoli il processo di riciclaggio ma, al tempo stesso, garantisca la corretta conservazione delle caratteristiche organolettiche del caffè.

La consapevolezza del nostro patrimonio “Made in Italy” ed una forte sensibilità verso un futuro più sostenibile, possano essere una leva importante per superare questo periodo difficile. Mattia, come tanti altri giovani imprenditori, possano davvero dare al nostro paese quello slancio e positività di cui tutti abbiamo fortemente bisogno.

 

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