La befana vien di notte… Laila e la piantagione di caffè

La befana vien di notte… Laila e la piantagione di caffè

“La befana vien di notte con le scarpe tutte rotte…”. Quante volte abbiamo sentito questa filastrocca, adattata ai diversi usi e costumi.

Laila era bella, alta e slanciata. La sua pelle scura e i capelli color caffè facevano di lei la ragazza più bella del villaggio. Aiutava suo padre al mercato del piccolo centro ma, dentro di sè, sognava di poter un giorno avere un’attività tutta sua.

Ricordava sempre di quelle lunghe passeggiate nei campi di caffè, che rigogliosi crescono in questa terra africana: l’Etiopia.

Suo nonno infatti, lavorava nei campi di “oro verde” da sempre, così come facevano suo padre e il padre di suo padre. Sapeva la storia di ogni chicco, di ogni pianta e di ogni stagione. Di come si raccoglievano le bacche una ad una, di come andavano sistemate e di come il caffè così pregiato avesse effetti quasi magici sulle persone.

Laila, affascinata ascoltava le storie di suo nonno con la curiosità e l’ammirazione di chi sente già suo quel mondo. Da ogni parola, da ogni gesto cercava di carpire tutte le informazioni utili a poter avviare un giorno la sua attività: una piantagione di caffè, che potesse dare lavoro a tutti e aiutare la sua meravigliosa terra.

Ma suo padre di caffè non ne voleva proprio sapere! Fu lui infatti che, dopo generazioni di coltivatori, decise di intraprendere la strada del commercio, aprendo gli affari ai mercanti di passaggio nel villaggio di Tombè.

Laila però non aveva mai abbandonato il suo sogno e, in un angolo del campo fronte casa, custodiva gelosamente alcune piccole piante di caffè.

Il Timkat si avvicinava. L’Epifania ortodossa era una grande festa per tutti e i villaggi erano in grande fermento. Si preparavano i paramenti e le donne sceglievano gli “shamme” più belli (ndr lunghi drappi in cotone grezzo) per le serate di litanie, musiche e danze.

Donne Etiopia

Una sera arrivò una vecchia che si sedette sotto il grande albero del mercato davanti a Laila e suo padre. La vecchia era visibilmente affaticata e stanca e Laila si avvicinò a lei per accertarsi che stesse bene.

Le portò una tazza del suo nettare nero, prodotto con le poche bacche che le avevano dato le sue piantine, che tutti gli anni produceva per sèe la sua famiglia in occasione del Timkat.

La vecchia ringraziò, ne bevve un sorso e, tutto ad un tratto, si alzòe si unìalle danze e alle musiche delle celebrazioni del Timkat. Laila non ne fu stupita, avendo sentito storie incredibili sulle proprietà del caffè da suo nonno e guardò l’anziana signora con un sorriso compiaciuto.

Finite le danze e le preghiere, la vecchia andò da Laila e tirò fuori da un grande sacco due grandi piante di caffè. “Tu sei bella e dall’animo generoso. Ti porto in dono queste due piante, del miglior caffè che esista. Sarai tu la persona che se ne dovrà prendere cura, sei quella giusta. Ti lascio anche la terra al di la del fiume. E’ speciale e saprà accogliere i tuoi sogni e il tuo futuro. Addio”.

Laila, attonita, guardò la vecchia allontanarsi e capì che il suo sogno si stava avverando. Il giorno seguente, andò subito alla terra al di là del fiume e camminò in lungo e in largo alla ricerca del punto perfetto dove piantare le sue due piante di caffè.

Oggi Laila gestisce una piantagione sostenibile, dando lavoro agli uomini e alle donne dei villaggi vicini. La sera intorno al fuoco, la puoi ancora sentire raccontare le storie sul caffè!

“La befana vien di notte con le scarpe tutte rotte, con in dono un caffè e lo ha dato proprio a te.”

 

 

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