La generazione delle macchine per espresso a leva

Nelle scorse settimane abbiamo aperto le porte di Esposizione Caffè Milani parlandovi dei primi rudimentali esemplari di caffetterie per preparare il caffè a casa e delle prime macchine professionali da bar, le macchine a colonna.

Oggi vogliamo continuare insieme a voi questo affascinate viaggio nel passato ed eccoci alla macchina a leva.

Questo esemplare per la preparazione del caffè espresso ha rappresentato un elemento di rottura rispetto alla tecnologia precedente poiché per estrarre la bevanda ha sfruttato la pressione dell’acqua anziché quella del vapore, come avveniva invece nei primi decenni del XX secolo.

Il merito di questa invenzione fu da attribuire ad Achille Gaggia che la brevettò nel 1938 per poi implementare il suo impegno nella produzione con il finire del secondo conflitto mondiale.

Questo importante brevetto ha permesso di estrarre il caffè ad una pressione notevolmente superiore, passando da circa 1 atmosfera a 9 atmosfere (come attualmente avviene con le macchine da caffè di ultima generazione) e grazie a questo la bevanda subì un notevole cambiamento rispetto al passato.

Infatti il caffè (naturalmente se di qualità) risultava dolce e morbido, privo di note amare o sentori di bruciato e soprattutto comparve un elemento distintivo, divenuto imprescindibile per un caffè espresso, ossia la crema.

L’invenzione della leva e la nascita della crema caffè, detta naturale, furono due elementi così rilevanti che i costruttori di macchine dell’epoca riportavano questi due concetti, attraverso slogan pubblicitari, sulle attrezzature stesse.

La macchina a leva presentò l’introduzione anche di un nuovo elemento, assente in quella istantanea: lo scaldatazze.

Questo permetteva di adagiare le tazzine, utilizzate per la somministrazione, su una fonte di calore posta sopra la macchina in modo tale da garantire che il caffè espresso potesse essere servito all’interno di un recipiente in grado di esaltare il gusto unico della bevanda.

Tra gli anni ’40 e gli anni ’60 del 1900, le macchine da caffè, di notevole pregio e fattura, erano poste sul bancone dei bar e non rappresentavano solamente uno strumento di lavoro ma erano a tutti gli effetti elementi di arredo: degli eleganti pezzi di design che troneggiavano nei locali. Numerosi, infatti, furono gli architetti che lavorarono al fianco dei produttori per offrire un risultato senza eguali, sia dal punto di vista estetico che funzionale.

Tutte queste innovazioni rappresentarono un vero successo e per questo tante aziende, sulle orme di Gaggia, iniziarono a progettare e produrre le loro macchine, ispirandosi ad oggetti ed elementi futuristici e all’avanguardia come jukebox americani, navicelle spaziali e i pianeti.

Noi abbiamo raccolto i pezzi più iconici e significativi all’interno della nostra Esposizione Caffè Milani che abbiamo con orgoglio realizzato per farvi scoprire il magico mondo del caffè.

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