L’aroma delle emozioni. I benefici del caffè

L’aroma delle emozioni. I benefici del caffè

Chi pensa che il caffè sia semplicemente una bevanda, è decisamente fuori strada. Esattamente come cadono in errore coloro i quali pensano che le emozioni non abbiano colore, sapore, profumo. Il nostro cervello, infatti, è fortemente sensibile a tutti gli stimoli sensoriali che provengono dall’esterno e riesce a trasformare un input visivo, olfattivo o uditivo in un’emozione.

Il rito del caffè e la ricerca del benessere

Dall’emozione allo stato d’animo poi, il passo è breve ed ecco perché un semplice gesto come quello di percepire e annusare il profumo che emana da una tazzina di caffè appena versato, innesca in noi un meccanismo di piacere, che va a soddisfare svariate esigenze. Quello del caffè è da sempre un vero e proprio rito che pratichiamo in modo funzionale alla ricerca del nostro benessere, ognuno in base al bisogno che avverte: un caffè per svegliarci, un caffè per rilassarci in un attimo di pausa, un caffè per ripagarci dello stress accumulato durante la giornata, un caffè per trovare la giusta concentrazione o per gratificarci al termine di un lavoro.

Ma non solo. Un aspetto molto importante a livello emotivo-relazionale è l’opportunità di socializzazione che viene fornita dal condividere con altri la degustazione di un buon caffè. Si pensi all’ambito lavorativo, alla classica macchinetta del caffè in azienda, davanti alla quale avvengono scambi di opinioni, si perfezionano strategie d’impresa, si confidano segreti, nascono alleanze o ci si lascia andare a confidenze con i colleghi (ne è nata persino una fiction televisiva!). Mi riferisco anche ai “caffè letterari”, che ancora esistono in molte città d’Europa o nell’Italia di origine mitteleuropea o al caffè filosofico che viene organizzato la domenica nei bar di Parigi per fornire l’occasione a quanti lo desiderano di scambiare opinioni su temi che altrove non vengono trattati.

Il caffè dunque parla di noi…

Il caffè parla quindi delle nostre abitudini, della nostra vita, delle esigenze che abbiamo, della nostra cultura, delle emozioni che proviamo. Possiamo imparare tanto della nostra società e scoprire anche qualcosa di noi che forse non conosciamo, se ci soffermiamo a riflettere sul senso che hanno i gesti e sul valore che attribuiamo alla ritualità di certe abitudini.

Basta saper guardare dentro la tazzina per scoprire il mondo che è in noi e assaporare anche… l’aroma delle emozioni.

Laureata in Psicologia Sociale presso la Facoltà di Sc. della Formazione 
all’Università di Trieste, ha messo a punto il metodo della Formazione Emotivo-Relazionale, volta allo sviluppo dell’Intelligenza Emotiva attraverso sedute individuali personalizzate. Lavora a Milano e Avola (SR) presso il suo studio. Autrice dei libri: “Il cannibalismo dei ruoli. Riflessioni di un Formatore Emotivo-Relazionale”(2016) e “La strategia dell’extraterrestre. Capire se stessi e i propri problemi con la formazione emotivo-relazionale”(2017).

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