Letteratura e caffè: da Goldoni a Pirandello, da Svevo a Joyce

Letteratura e caffè: da Goldoni a Pirandello, da Svevo a Joyce

Che se ne parli come di una bevanda o come di un luogo di degustazione, da sempre il caffè ha ricoperto un posto importante nel nostro immaginario. Scopriamo insieme i luoghi e gli scrittori che hanno consacrato nella storia questa rituale e gustosa bevanda.

 

Il caffè: un ottimo compagno di esperienze emotive e un luogo ideale per viverle!

Visto come transfert di stress e malumori (“il caffè mi rende nervoso”), come corroborante per la debolezza e la stanchezza (“sono giù, ho bisogno di un caffè”), come un riparo e un rifugio in cui accoccolarci (“una bella tazza di caffè caldo sul divano…”) o come facilitatore di relazioni (“andiamo a prenderci un caffè e ne parliamo…”), il Caffè viene però celebrato anche come luogo di incontri, di scambi culturali, di culla di capolavori, scritti proprio ai tavolini di una “bottega letteraria”.

 

Come è diventato celebre il caffè?

Proprio la letteratura ha contribuito a rendere celebre il termine “caffè” nella sua doppia accezione. La consacrazione del caffè avviene innanzitutto nei famosi loci goldoniani descritti in numerose commedie. Ricordiamo in primis La bottega del caffè, ma anche La vedova scaltra, Le femmine puntigliose, La buona moglie, L’uomo di mondo, L’avvocato veneziano e altri ancora.

Carlo Goldoni ha infatti magistralmente descritto come nella società veneziana il caffè avesse creato uno spartiacque a livello sociale, essendo venuto a creare una differenziazione tra la classe aristocratica, dedita al consumo di cioccolata, e la nuova classe di cittadini, borghesi e imprenditori, affezionati consumatori della nuova bevanda (entrambe contrapposte al popolo, il quale prediligeva il consumo di vino).

Questo nuovo elemento ha così consentito, attraverso la creazione di personaggi caratteristici e caricature, di rappresentare al meglio uno spaccato di società, degno dei migliori manuali di Psicologia Sociale.

Leggi anche: Un chicco d’Oriente a Venezia. Le origini del caffè

 

Caffè e letteratura

Un ruolo importante al caffè lo ha dato anche Pirandello, non solo ambientando una delle sue opere migliori “L’uomo dal fiore in bocca” proprio all’interno di un bar (individuando ancora una volta il Caffè come set psicologico ideale per confidenze, socializzazioni e messa in atto di strategie relazionali), ma anche celebrando la bevanda in una forse poco nota poesia “L’ultimo caffè” (Poesie sparse- 1890/1933).

Infine, come non ricordare il rapporto tra i due grandi autori Svevo e Joyce, vissuto nella Trieste permeata dal fascino e dalla tradizione austro-ungarica, di cui ancora oggi si respira il profumo nei prestigiosi caffè storici della città? Profumo… di caffè.

 

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Cristiana Clementi

Laureata in Psicologia Sociale presso la Facoltà di Sc. della Formazione 
all’Università di Trieste, ha messo a punto il metodo della Formazione Emotivo-Relazionale, volta allo sviluppo dell’Intelligenza Emotiva attraverso sedute individuali personalizzate. Lavora a Milano e Avola (SR) presso il suo studio. Autrice dei libri: “Il cannibalismo dei ruoli. Riflessioni di un Formatore Emotivo-Relazionale”(2016) e “La strategia dell’extraterrestre. Capire se stessi e i propri problemi con la formazione emotivo-relazionale”(2017).

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