Latte Art – Intervista a Manuela Fensore

11 Aprile 2024
Redazione

Latte Art – Intervista a Manuela Fensore

11 Aprile 2024
Redazione

Il 29 aprile, Manuela Fensore, vincitrice del titolo mondiale di Latte Art nel 2019, guiderà una giornata di formazione su quest’arte affascinante che combina la creatività con la tecnica di preparazione del caffè, in particolare del cappuccino. Con questo evento, Caffè Milani riafferma la sua leadership nella valorizzazione del caffè di qualità superiore.

“Per noi di Caffè Milani avere un docente di questo calibro è un’opportunità straordinaria,” afferma Elisabetta Milani, Responsabile Marketing e Comunicazione di Caffè Milani, sottolineando l’importanza di questo evento. “La presenza di Manuela Fensore, una vera icona nel mondo della Latte Art, rappresenta un’occasione unica per apprendisti e appassionati di immergersi nelle tecniche e nei segreti di questa abilità.”

Come è nata a soprattutto cosa significa oggi fare Latte Art?

La Latte Art è la tecnica con cui si realizzano decorazioni e disegni più o meno articolati sulla schiuma del cappuccino, che quindi deve essere della giusta consistenza. Non sappiamo esattamente come sia nata questa disciplina, anche se si suppone abbia un’origine italiana – forse anche complice il forte legame del nostro Paese con il caffè espresso – e in particolare attribuita al barista veronese Pierangelo Merlo. Di certo si sa che fu l’americano David Schomer a renderla una vera e propria tendenza, tra gli anni ’80 e ’90.

Oggi per me fare Latte Art significa voler far provare emozioni, regalare un sorriso e dare una particolare attenzione al cliente, in un gesto semplice ma personale, una premura che fa la differenza nell’esperienza di chi la riceve.

Come ti sei avvicinata alla latte Art, qual è la tua esperienza personale?

Il primo approccio al mondo del cappuccino fatto a regola d’arte e alla cura di ogni piccolo dettaglio nel servizio è stato nel 2014, quando la proprietaria del bar in cui lavoravo, Carmen Clemente, mi ha insegnato la corretta montatura del latte. L’anno dopo poi ho frequentato il primo vero corso di Latte Art, nel 2015, insieme a Luigi Lupi: da quel momento in avanti mi sono innamorata di questa disciplina, e oggi posso dire di essere fiera che questa passione sia diventata il mio lavoro.

Ci sono differenze in Italia e all’estero nell’approccio alla Latte Art?

In molti paesi all’estero la Latte Art è ormai una disciplina comune e sdoganata, una forma di accoglienza verso il cliente (come dicevo prima) usuale. Questo avviene soprattutto nei paesi anglosassoni, continentali e nordici, se guardiamo all’Europa, perché c’è un culto del caffè che abbraccia un panorama più vasto che non l’espresso italiano, allo stesso tempo più versatile, più pop, più improntato all’educazione verso la novità.

In Italia stiamo iniziando adesso a implementare la Latte Art nei bar: devo riconoscere che piano piano molti baristi si stanno rendendo conto dell’importanza di questo tipo di dettagli.

Estetica, eccellenza di sapore e profumo: oggi sembrano essere queste le cose più ricercate sia nella tazza, sia nel bar come luogo. È così?

Queste caratteristiche – estetica, eccellenza di sapore e profumo – sono effettivamente da sempre degli indicatori di qualità. Sono le peculiarità ricercate dagli esperti di caffè all’interno della tazzina nel momento della degustazione così come in un locale, da sempre, per poter dare un giudizio di eccellenza.

Quel che è certo è che oggi viviamo in un periodo per cui per tanti fattori – i social, la possibilità di informarsi in modo più approfondito velocemente – il cliente si è trasformato in una figura più attiva, molto più esigente e attenta. Questo fa sì che si accorga in modo molto più frequente della qualità del prodotto ma anche della professionalità del barista. Quella che sembra un’arma a doppio taglio è in realtà da vivere come un’opportunità.

Quanto conta la qualità del caffè nella Latte Art?

Moltissimo, avere la base di un caffè di alta qualità ci dà la possibilità di dare molto più sapore al nostro cappuccino, facendo sì che il prodotto finale non sia solamente esteticamente bello, ma soprattutto gustoso. È necessario per non perdere l’equilibrio tra la tendenza e la qualità.

Quali sono le qualità che deve avere un caffè oggi?

Credo che per conquistare il cliente un’azienda di caffè oggi debba saper interpretare i sapori che sappiano conquistare i diversi palati con diverse miscele, con il principio imprescindibile che siano sempre bilanciate. Io personalmente preferisco le miscele che all’interno hanno la presenza di 80% arabica e 20% robusta, perché mi permettono, in pochi sorsi, di percepire tutto il lavoro che c’è dietro, e dentro, una tazzina di caffè.

Quali sono le qualità che deve avere un barista oggi?

Senza dubbio tre: passione, pazienza e il sapersi prefissarsi degli obiettivi di crescita professionale con costanza e determinazione.

Come si è evoluto il ruolo del barista, soprattutto in Italia, negli anni?

Grazie all’apertura di molte caffetterie di specialty-coffee anche in Italia si è diffusa finalmente una visione diversa del barista, più moderna e di tendenza, che strizza l’occhio al lifestyle e più versatile. Su questo sono stati fondamentali i social, che hanno aiutato a far capire ai clienti che il mondo del bar com’è oggi è cambiato, è un mondo a 360°, che unisce ristorazione, caffetteria, arte, management, mixology, marketing.

Che consiglio daresti ai giovani che si affacciano al mondo della caffetteria?

È assolutamente necessario e imprescindibile formarsi e studiare, mantenersi aggiornati, tenersi sempre attivi e al passo con quello che succede nel resto del mondo e quello che richiedono i clienti al di là del bancone.

La concorrenza è cresciuta in modo importante, nascono sempre nuovi bar, nuove proposte, nuvoi locali: per riuscire a mantenersi in equilibrio bisogna riuscire a distinguersi. Durante i corsi a cui insegno, viene fatto sempre un esempio riguardante il marketing: facciamo finta che, in una via di una cittadina, ci siano dieci bar, posti l’uno accanto all’altro. Tutti questi bar hanno lo stesso caffè, la stessa tipologia di latte, dunque la stessa proposta in termini di prodotto. Qual è l’elemento discriminante per cui io posso emergere rispetto agli altri 9 bar? Il modo in cui propongo il mio prodotto, in modo sempre professionale, corretto ma moderno. Questo si può fare solo tenendosi aggiornati costantemente e quindi facendo dei corsi.

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