Psicologia, colori e… caffè!

Psicologia, colori e… caffè!

Chissà quante volte durante questa calda estate ci è capitato di sdraiarci sotto l’ombrellone sorseggiando una bibita fresca. Già il colore della bottiglietta o della lattina, per non parlare di quello della bibita stessa, ci da un senso di refrigerio. Se ci avete fatto caso, tutte le bottiglie di acqua minerale, ad esempio, sono trasparenti o verdi o blu, perché sono questi i colori che attivano il senso di piacevolezza del fresco e del pulito, analogamente al bianco (colore spesso usato per reclamizzare i detersivi).

Già da tempo, infatti,  è stato affermato da studiosi del settore il forte impatto psicologico dei colori sul comportamento e sulle decisioni delle persone.

Il colore influenza lo stato d’animo, in quanto dopo aver recepito lo stimolo visivo, questo viene elaborato dal cervello e trasformato in emozione la quale, inconsciamente, ci predispone a un determinato tipo di comportamento. 

Pensiamo all’uso del colore rosso: lo troviamo in una spia luminosa per segnalare un guasto o un pericolo, in un cartello di divieto o di prescrizione, nel semaforo allo stop. Serve, infatti, ad attivare la nostra attenzione (avete presente le scritte rosse dei cartelli che indicano i saldi?), dà una sferzata al nostro corpo, perché fa aumentare la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca (non per nulla è il colore anche della passiona amorosa!), stimola l’appetito e può persino far aumentare la febbre. Ma facciamo qualche altro esempio: il giallo, insieme all’arancione, è un colore che provoca allegria e stimola l’ottimismo, ma a differenza di quest’ultimo ha un ulteriore risvolto. Può infatti determinare un senso di leggera agitazione, quella che porta a compiere più velocemente determinate azioni e infatti, non a caso, è il colore che spesso contraddistingue i pulsanti che servono a effettuare le scelte, si pensi soprattutto agli acquisti on line. E ancora: il colore viola, che spesso associamo con una certa formalità, con il rigore, con il rispetto, con l’età della saggezza (è frequentemente usato nel packaging di prodotti di cosmesi, anti-age); il verde acqua e l’azzurro chiaro, usati anche in cromoterapia e utilizzati in speciali reparti ospedalieri per tinteggiare le pareti, grazie agli effetti benefici di rilassamento sui pazienti. Beh, in tutta questa disamina, non poteva certo mancare un accenno all’associazione di significato tra colori e…caffè! Qui entra in gioco un colore particolare, il nero.

Vi siete mai chiesti perché parliamo sempre di “un buon caffè nero, bollente” in determinate circostanze? (a  questa immagine è persino stata dedicata una canzone…).

A essere pignoli, il caffè proprio nero nero…non è, ma identificarlo in questo modo è certamente significativo delle aspettative che riponiamo sui suoi effetti. Il nero ,infatti, è il colore delle possibilità, dei cambiamenti (non tutti sanno che è il colore preferito dagli adolescenti proprio per questo motivo e non, come si crede, perché è un colore triste e luttuoso), è espressione di eleganza, ma anche sintomo di intelligenza, di stabilità e di forza. Non c’è da stupirsi quindi che sorseggiare una tazza di caffè nero, fumante, ci proietti immediatamente in un ipotetico stato di benessere, che ci tranquillizza, ci rassicura, ci coccola e rinforza, rendendoci consapevoli di tutte le possibilità che abbiamo di farcela, di riuscire, di dimostrare il nostro potenziale nascosto.

Attenzione però, il rischio potrebbe essere quello di eccedere in autostima e allora? Beh, nessun problema: mettiamoci pure una goccia di latte!

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