Ripartire dal piacere dei piccoli gesti quotidiani

Ripartire dal piacere dei piccoli gesti quotidiani

Il rientro dalle vacanze e il mese di settembre dividono spesso gli animi: c’è chi lo considera il vero “capodanno”, costellato da buoni propositi e liste infinite di cose da fare, oppure chi semplicemente si avvia lentamente verso l’autunno, dopo una breve pausa dagli impegni lavorativi o scolastici.

Quest’anno, però, è tutto diverso e il sapore della ripartenza assume tutto un altro significato, dopo aver trascorso diversi mesi chiusi in casa a causa dell’emergenza sanitaria. Quest’anno abbiamo tutti voglia di ripartire. Non mancano né dubbi, né incertezze, si procede a passo lento verso i giorni che verranno, ma siamo tutti alla ricerca di una nuova normalità.

Per esempio, vi ricordate il primo caffè preso al bar dopo il lockdown?

Un rito apparentemente scontato, ma che ci è mancato come l’aria. Inoltre, i riti che da sempre ci accompagnano, stanno assumendo una nuova dimensione, sia sociale che individuale. Gli spazi e la condivisione assumono nuovi significati e devono trovare nuove regole e tempistiche diverse da come eravamo abituati. Da una parte, vi è la necessità di conservare i gesti che ci sono familiari, dall’altra è necessario evolverci verso quello che prima abbiamo definito “nuova normalità”.

Ritrovare un equilibrio fra le vecchie abitudine e la nuova normalità

Ci siamo chiesti come affrontare questo momento anche all’interno di posti che, per motivi ben noti, sono fra i più iconici della nostra cultura: i caffè italiani. Come vivremo la nostra esperienza al bar nel prossimo futuro? Con quale stato d’animo continueremo a frequentare i luoghi delle nostre pause dal tran tran quotidiano?

Del resto, in questa inaspettata sospensione del nostro tempo e dalla nostra vita, ci siamo accorti di aver dato per scontato alcuni luoghi e abitudini di aggregazione, e fra questi è innegabile che il bar sia nella top 10 delle cose che più ci sono mancate. In quanti di noi hanno vissuto la colazione al bar come una boccata di aria fresca dopo un lungo periodo di torpore? Che sapore ha avuto il vostro primo caffè?

Ci siamo ritrovati a riapprezzare i più piccoli gesti, come il bancone accogliente del bar, il personale a cui abbiamo strappato un sorriso in più sotto la mascherina, improvvisamente il rumore della macchina del caffè – dopo tanto silenzio – è diventato musica per le nostre orecchie, le tazzine che sbattono sul piattino e il favoloso aroma di caffè…Brulicante di gente durante le prime luci del giorno, rigenerante per chiudere la pausa pranzo, una coccola durante l’ora della merenda, spezza pomeriggio. I luoghi del caffè fanno parte di noi, come tanti italiani, ci appartiene da anni, e proprio durante il trascorrere del tempo, abbiamo assistito all’evoluzione dei dettagli, nei colori, negli arredi, pur rimanendo fedele a se stesso.

Che questo settembre sia come il primo caffè della giornata: un ottimo inizio pieno di energia!

 

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