Sarah e il chicco di caffè che rese magico il suo Natale

Sarah e il chicco di caffè che rese magico il suo Natale

Questa è la favola di Sarah, del suo grande desiderio di rivedere la mamma e il papà e di quella prima notte di dicembre che riempi l’attesa di magia.

Il Natale si avvicinava e il cuore di Sarah era triste e pieno di malinconia. Anche quella sera sedeva sul suo piccolo letto sotto la finestra della sua stanza e – davanti al cielo stellato – mentre le lacrime le bagnavano il viso, confidava alle stelle il suo sogno più grande, riabbracciare i suoi genitori. Intanto, anche Beatriz  e Pablo – la mamma e il papà – come ogni sera, pensavano a lei e alla tenue speranza di poter racimolare i soldi necessari, per una casetta dove vivere tutti insieme. Poi, si addormentavano con il cuore pesante di chi ancora una volta sa che domani non sarà quel giorno tanto atteso.

Ormai erano trascorsi tre mesi dall’ultima volta che Sarah li aveva salutati, mentre si allontanavano a piedi con un piccola valigia e la tristezza negli occhi. Andavano a prendere il pullman che li avrebbe portati nel Paranà, a sud del Brasile, a circa 500 chilometri di distanza, dove lavoravano in una piantagione di caffè. Intanto, lei, che aveva poco più di sei anni, rimaneva a casa con la nonna, le zie e i cugini, andava a scuola e aiutava nelle faccende domestiche.

In quella prima notte di dicembre, mentre il sonno di Beatriz e Pablo si colorava degli abbracci stretti della piccola Sarah, la bambina ebbe un incontro speciale con Papai Noel. Stava accarezzando una renna quando sfiorandole il naso sentii un rumore di passi e all’improvviso davanti a lei, in carne ed ossa, c’era proprio Babbo Natale. Incredula, non disse nulla. Lui la chiamò per nome e la invitò ad avvicinarsi, chiedendole perché aveva quegli occhi così tristi. Sarah gli raccontò quanto le mancassero i suoi genitori e di quanto volesse stare con loro. Aggiunse che l’unico suo desiderio per Natale fosse proprio quello di rivederli. A quel punto lui aprì la sua piccola mano e vi appoggiò un chicco di caffè, dicendole che era magico. Stringendolo ogni sera prima di addormentarsi, avrebbe incontrato la mamma e il papà nei suoi sogni, mentre lui intanto avrebbe fatto del suo meglio per realizzare il suo desiderio. Appena Sarah richiuse la mano, notò una luce intensa piena di stelle uscire dal suo piccolo pugno stretto e si svegliò.

Seduta nel letto, Sarah si accorse di avere un chicco di caffè tra le mani. Con gli occhi accesi di stupore, corse dalla nonna e la svegliò per raccontarle il suo sogno, ma la donna non le credette e le disse di andare subito a riporlo nel sacco dove lo aveva preso. Arrabbiata urlò che lo spreco in quella casa non era permesso a nessuno.

La bambina tornò nella sua stanza e si addormentò in lacrime, stringendo quel chicco tra le mani e pensando a quanto le aveva detto Papai Noel. Il sogno fu uno tra i più belli: tutti e tre erano insieme, a cavallo di un arcobaleno. Come quella notte, anche le seguenti furono speciali per Sarah che, senza mai lasciare quel chicco di caffè, continuava a vivere bellissime avventure con la sua famiglia.

Poi, arrivò la Vigilia di Natale. Sarah sentiva che Papai Noel non l’avrebbe delusa, così la sera del 24 dicembre si dedicò alla decorazione di un piccolo e vecchio albero di Natale. Mentre con i suoi cugini stava appendendo alcuni addobbi improvvisati, sentì bussare alla porta. Si voltò immediatamente e rimase immobile. La nonna aprendo si trovò di fronte Beatriz e Pablo con un sorriso pieno di luce. La bambina mise una mano nella tasca dove conservava quel chicco magico e mentre, stringendolo, portava la mano sul cuore, corse da loro, gioiosa. Si abbracciarono forte e mostrando loro quel frutto si accorse che anche loro ne avevano uno uguale. Improvvisamente la stanza si riempì di una luce intensa, piena di stelle, che avvolse tutti in una calda atmosfera di tenera felicità. Sarah sapeva che era tutto merito di Papai Noel, così guardando fuori dalla finestra, verso la stella più luminosa, lo ringraziò.

Poco dopo mentre la bambina sedeva sulle ginocchia del papà e la mamma le stringeva le piccole mani, dissero: “Abbiamo una sorpresa per te!”. Le porsero un pacco con un fiocco rosso; lei, eccitata, lo scartò subito. Era una piccola bambola di pezza con la scritta “Portami con te!”.

A Sarah bastò uno sguardo per capire; gli occhi dei suoi genitori erano luminosi di gioia. Chiese: “Mamma, papà, quando partiamo?”.

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