Una tazzina per affrontare il cambiamento

Una tazzina per affrontare il cambiamento

Per tutti noi Primavera è sinonimo di rinascita. 

Ogni rinascita porta inevitabilmente un cambiamento e il cambiamento, si sa, ci aiuta a crescere. Mentre le trasformazioni della natura siamo pronti ad accoglierle con gioia e assistiamo annualmente al modificarsi di colori e paesaggi, quasi con lo stupore della prima volta, non siamo altrettanto propensi ad accettare  i cambiamenti che avvengono dentro di noi.

Paura di crescere? Può darsi.

Sappiamo che il cambiamento fa paura, perché viene percepito come un pericolo per la nostra sicurezza, in quanto ci richiede di mettere in discussione certezze, schemi mentali, esperienze pregresse, stereotipi di pensiero e convinzioni radicate. E’ normale che ciò avvenga, anche perché ogni cambiamento ci mette di fronte a nuove responsabilità e a nuove scelte, del cui esito non si può essere certi.

Questo però non deve essere sufficiente a paralizzarci (fenomeno che in psicologia è indicato con il termine freezing) e a relegarci all’interno di una zona d’ombra, perché così facendo ci precluderemmo un gran numero di possibilità, sia per conoscerci, che per metterci alla prova, che per esprimere al meglio noi stessi.

Spesso quindi, di fronte all’opportunità di modificare qualcosa di noi per trasformare la nostra vita o la nostra attività, ci lasciamo sfuggire l’occasione di farlo, senza nemmeno capirne il motivo.

Ci rintaniamo in aree di confort mentale che ci portano ad accettare, quasi con serena rassegnazione, situazioni che ci stanno strette, non ci soddisfano, ci fanno soffrire, pur di non rimetterci in gioco e osare affrontare problematiche nuove in modo diverso. Ma così non funziona!

Non si possono fermare le stagioni, non si può arrestare il cambiamento, non si può fare a meno di crescere! E’ necessario trovare gli strumenti che ci consentano di vivere con responsabilità e coraggio tutto quello che ci troviamo a dover affrontare.

Cosa possiamo fare allora per ovviare a questo immobilismo, che genera insoddisfazione e malessere?

I rimedi sono di diversa natura. Da un punto di vista strettamente formativo, a livello emotivo-relazionale, lo strumento più efficace è il lavoro di ciascuno sulla propria autostima, che ci consente di recuperare piena fiducia e consapevolezza nelle nostre capacità, in primis quella decisionale e di scelta.

Da un punto di vista, se vogliamo più pratico e alla portata di tutti,  di natura comportamentale, è utile invece fare riferimento al valore delle nostre abitudini e delle tradizioni.

E’ importante attingere al patrimonio delle cose che fanno parte del nostro bagaglio di conoscenza, senza ovviamente rimanerne intrappolati.

In un momento di crisi, cosa c’è di più  rassicurante di un gesto che siamo soliti compiere, di un’abitudine che ha un’influenza positiva su di noi?

Quando eravamo piccoli, bastavano il nostro orsacchiotto di peluche messo vicino al viso, oppure una carezza inaspettata, perché in un momento di ansia, di paura, di incertezza, di dubbio, anche un piccolo gesto familiare può rasserenarci.

Ma oggi che siamo adulti?

Pensiamo ad esempio al gesto di prendere un caffè: una ritualità, uno dei gesti più abituali, familiari, tradizionali, che ognuno di noi compie nella vita di tutti i giorni, forse anche più volte al giorno. Ebbene, recuperiamo il valore delle piccole cose, approfittiamone.

E anche se intorno a noi tutto cambia, ci incalza, ci preoccupa, ci travolge…la nostra tazzina è lì, ci fa prendere quella pausa, breve, ma sufficiente a caricarci. Pronti e forti, per affrontare il nostro cambiamento e assaporare appieno la nostra Primavera!

 

 

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